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3 modi per semplificarsi la vita

Simplify
Di Randy Hain
Nella tua vita quotidiana ti senti sopraffatto dallo stress, dalle responsabilità e dalle sfide? Se sono onesto con me stesso, le volte in cui mi sento più ansioso e stressato dipendono in generale dalla mia tendenza a complicare le cose e dalla mia inclinazione a correre. Sono grato per le ispirazioni occasionali che ho sul modo di affrontare questo problema, e man mano che invecchio riconosco la saggezza di una cosa che mio padre mi diceva spesso quando ero giovane: semplificati la vita.


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Nella nostra cultura moderna tutto implica complessità e complicazioni superflue. Anelo a più opportunità di vivere il momento e l’esperienza della vita “in tempo reale”, anziché al ritmo frenetico con cui spesso vivo. Voglio essere ricordato con qualcosa di più di un “Ha ottenuto più di tanti altri”. Non pretendo di avere tutte le risposte, ma mi piacerebbe condividere il progetto in tre passi su cui sto lavorando per raggiungere più semplicità, pace e senso nella mia vita:
  1. Avere priorità chiare
  1. Praticare il distacco
  1. Servire gli altri
Passo 1: Avere priorità chiare

Da quando ho sperimentato una profonda conversione a Cristo nell’autunno 2005 e mi sono unito alla Chiesa cattolica, sono passato da una visione a compartimenti stagni della vita cercando senza successo di equilibrare lavoro e famiglia a una vita in cui Cristo è al primo posto, la famiglia al secondo e il lavoro al terzo nella mia lista di priorità.
Mi sforzo inoltre di mantenere Cristo al centro di tutto ciò che faccio, e il risultato è un approccio più autentico e integrato alla vita, in cui io sono la stessa persona in ogni momento.
Come faccio?
Cristo: Egli mi chiede tutto, e in cambio mi dà tutto ciò di cui ho bisogno. Attraverso la mia vita attiva di preghiera, la Messa e la partecipazione alla vita sacramentale della Chiesa da Lui fondata, servo Cristo e mi assicuro di renderlo la mia priorità. “Signore, aiutami a semplificare la mia vita, imparando ciò che vuoi che io sia e diventando quella persona” (Santa Teresa di Lisieux).
Famiglia: La mia vocazione di padre e marito è aiutare la mia famiglia ad arrivare in Cielo. Le devo il mio tempo e il mio amore, e ho la responsabilità di trasmetterle la fede. A casa nostra, la cena familiare è una priorità perché è l’impegno che mia moglie ed io condividiamo di amare i nostri figli abbastanza da sfidarli con al verità. Lavoriamo sodo per assicurare che i nostri figli crescano valorizzando il sacramento del matrimonio mostrando loro il modello di un grande matrimonio in casa.
Lavoro: Mi dedico a santificare il mio lavoro e a cercare l’eccellenza. Devo ricordare che la mia vocazione non è il mio lavoro o la carriera. Il mio lavoro esiste per servire la mia famiglia, non il contrario. Il mio lavoro aiuta a mantenere la mia famiglia, ed è un modo per compiere la mia missione, ma non posso permettere che mi assorba in modo non sano.
Avere priorità chiare richiede volontà e impegno. Dobbiamo pianificare il tempo, avere linee rosse e aggrapparci ai nostri principi. La cosa più importante è che dobbiamo riconoscere di essere stati fatti per il cielo e non per questo mondo. Un giorno saremo giudicati per come abbiamo vissuto, non per la rapidità con la quale siamo vissuti. “Dobbiamo sempre ricordare che siamo pellegrini fino ad arrivare alla nostra casa del cielo, e che non dobbiamo permettere che i nostri affetti ci facciano fermare nelle locande sulla via e nelle terre in cui passiamo, altrimenti dimenticheremo il nostro destino e perderemo interesse per il nostro obiettivo finale” (Sant’Ignazio di Loyola)

Passo 2: Praticare il distacco

Come possiamo distaccarci? Significa che dobbiamo diventare degli eremiti e vivere in una cella su un monte? Ovviamente no. Ma abbiamo bisogno di renderci conto del fatto che viviamo in un mondo materialista e consumistico che ci esorta a ottenere più cose possibile, spesso a costo di quello che è davvero importante.
Se possiamo praticare la vera libertà di fronte alla persecuzione cieca di un’illusoria vita migliore, legata al fatto di acquisire la maggior quantità possibile di beni materiali di cui non abbiamo bisogno e altre influenze negative di questo mondo, saremo preparati meglio a compiere scelte più sane e piene di senso nella vita.
Ricordiamo anche che aggrapparci alla gente e alle attività adeguate ci aiuterà a distaccarci dalle influenze negative.
Idee per cercare il distacco:

  • Lascia stare. Chiediti se hai davvero bisogno di quella cosa, qualunque sia. La casa più grande, la macchina più grande e altri “giochi” ci renderanno davvero più felici? O stiamo riempiendo un vuoto in noi stessi con le cose sbagliate?
  • Fai attenzione che i tuoi possedimenti/hobby/interessi non diventino un ostacolo tra te e Cristo.
  • Sii consapevole di quello che significa davvero “basta”.
  • Resisti alle sirene della cultura che ti portano ad essere ciò che non sei e ad anelare a cose di cui non hai bisogno.
  • Riconosci la virtù dello sforzo e respingi la vita facile e senza responsabilità che spesso ti viene offerta.
  • Evita la “mentalità del gregge” e fa’ ciò che sai che è giusto e vero, non quello che fanno gli altri.
  • Valorizza i veri amici… quelli che ti sfidano ad essere migliore e che non ti chiedono di smettere di essere chi sei realmente. Preparati ad avere meno amici per migliorare al di sopra di tutto la salute delle tue relazioni.
  • Spegni il rumore. Perdi meno tempo con iPhone, TV, Internet e Talk Radio e dedicati di più alla riflessione silenziosa, alla preghiera, al tempo di qualità con i tuoi cari, all’esercizio fisico e alla lettura.
  • Esprimi spesso gratitudine a Dio per le benedizioni e per tutto ciò che hai, e non dare mai la tua buona sorte per scontata.
Per me il concetto di distacco è una sfida quotidiana. È molto difficile da mettere in pratica, ma quando progredisco in questo campo provo un profondo senso di libertà e di pace che mi spinge ad approfondirlo ogni giorno. Il mondo cerca sempre di sottrarmi al mio rapporto con Cristo. Quando pratico il distacco dalla nostra cultura e dalle sue influenze negative, riconosco più chiaramente e valorizzo le benedizioni che ho ricevuto da Nostro Signore. “Non si può compiacere Dio e il mondo allo stesso tempo. Si oppongono totalmente nei loro pensieri, desideri e azioni” – San Giovanni Maria Vianney

Passo 3: Servire gli altri

Qualche mese fa mi trovavo con una delle mie clienti dicoaching esecutivo, con cui lavoravo da due settimane. È entrata nella sala, evidentemente molto contenta di condividere qualcosa con me. Ha messo un documento di due pagine sul tavolo tra di noi e ha dichiarato: “Oggi voglio discutere di missione e valori professionali!” Ovviamente quelle pagine rappresentavano i suoi. Poi mi ha chiesto di condividere la mia dichiarazione sulla missione e i valori prima che parlassimo di lei, e ha tirato fuori il suo quaderno per scrivere quella che pensava sarebbe stata una lunga descrizione della mia dichiarazione.
“Sono solo tre parole, per cui non c’è bisogno di prendere appunti”, le ho detto, e lei è rimasta sconcertata.
“Come può essere? Voglio sentire quali sono la tua missione e i tuoi valori e sono solo tre parole!”
Le ho sorriso e le ho detto: “Se mi lasci finire te lo dirò. La mia missione e i miei valori sono semplici: servire gli altri”.
È rimasta senza parola. “Non vedo come possano essere la tua missione e i tuoi valori. I miei occupano quasi due pagine!”
“Quando avevo vent’anni, probabilmente il mio scritto sarebbe stato simile al tuo, ma invecchiando ho scommesso sulla semplicità, e mi rendo conto che ho tutto ciò di cui ho bisogno in questa vita quando metto gli altri davanti a me stesso. Servendo le necessità degli altri mi guadagno da vivere e mantengo la mia famiglia attraverso il mio coaching, la consulenza, i libri e le conferenze. Faccio parte di una grande missione aiutando gli altri a raggiungere il loro massimo potenziale. La cosa più importante è che servo Cristo servendo gli altri. La mia impresa si chiama Serviam Partners, eserviam in latino significa ‘Servirò’. Adoro quello che faccio e mi sento molto fortunato ad essere tanto allineato con la mia missione”.
È rimasta senza parole. Non abbiamo mai rivisto il suo scritto di due pagine, ma al nostro incontro successivo ha portato una versione di un paragrafo al posto di quella originaria. Abbiamo fatto progressi, e con il tempo la ridurremo gradualmente a poche parole.
Condivido questa storia perché sapere chi sei e cosa sei chiamato a fare è una componente essenziale per semplificare la tua vita. Quando avevo 20 o 30 anni mi sono concentrato nel salire la scala corporativa il più rapidamente possibile, con poche idee su quello che avrei fatto una volta arrivato in cima. Come ho scritto nel mio terzo libro, Something More: The Professionals Pursuit of a Meaningful Life, ho lasciato un posto di rilievo in un’impresa miliardaria di ristorazione quando avevo 30 anni per creare un’impresa di ricerca nazionale di boutique, e nel 2013 ho lanciato Serviam Partners, che offre servizi di coaching esecutivo e consulenza di gestione per imprese e leader di alto livello. Questi cambiamenti professionali sono stati voluti, e facevano parte del mio crescente desiderio di semplificare la mia vita e di approfittare totalmente delle mie capacità e delle mie passioni mettendole al servizio degli altri.

FONTE E ARTICOLO COMPLETO:http://it.aleteia.org/2015/10/07/3-modi-per-semplificarsi-la-vita/

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