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25 aprile antifascismo fascismo Italia Liberazione

25 aprile: l’Italia è passata dalla dittatura fascista ad essere una “democrazia” imperfetta e corotta dipendente dagli USA, fu realmente una totale liberazione ?



Di Salvatore Santoru

Oggi 25 aprile si celebra la giornata della Liberazione.
Come tradizione, i politici terranno i soliti discorsi triti e ritriti sul dovere di rimanere ancorati alla memoria del passato, si faranno le solite sfilate e messe “laiche” per celebrare i “martiri” di quegli anni più la grande festa dell’Unità con concerto finale, ci saranno i soliti litigi via social network e non, tra chi dice che “quando c’era il Duce si stava meglio” e chi invece ha nostalgia dei partigiani, mentre i neofascisti più rigorosi saranno in lutto, e gli antifascisti più radicali godranno nel rivedere le immagini di Piazzale Loreto.
Intanto, saranno ben pochi quelli che ricorderanno quei tempi con una visione un pò più imparziale di quella tramandata dai padri, dai nonni e dai bisnonni o di quella di stampo ideologico.

Difatti, a 60 anni da quei tragici eventi, sarebbe ora di dire le cose come stanno, senza artifici, e gli idealizzazioni che hanno costruito l’immaginario della guerra di liberazione .

La realtà, dura e cruda, è che una reale “liberazione” non ci è stata, ma l’Italia è passata dalla tremenda dittatura fascista e dall’essere per pochi anni una colonia tedesca, a diventare una “democrazia” imperfetta e corrotta colonia degli USA(1) e lo è tutt’ora, e le basi militari statunitensi nonché la continua manovalanza offerta per le guerre degli USA e della NATO in giro per il mondo lo stanno a dimostrare.
Per fare un’esempio recente anche se magari non calza del tutto a pennello, nella sostanza è successa più o meno la stessa cosa che è avvenuta in Iraq con la caduta del regime di Saddam Hussein, una dittatura sanguinaria che dopo aver oppresso il suo popolo è stata fatta fuori dai partigiani iracheni sostenuti dagli USA e dalla Gran Bretagna con bombardamenti e spesso finanziamento economico, ma gli “Alleati” si sono ben guardati dal far arrivare al potere le forze più democratiche sostenendo quelle più consone ai loro interessi.

In Italia, al di là della retorica pomposa e demagogica che da una parte e dall’altra domina da sessant’anni, ciò che è successo non è stato poi così diverso.

Inoltre, dal dopoguerra lo Stivale è stato governato per anni e anni da forze politiche dipendenti dalle maggiori “potenze imperialiste”, la Dc dagli USA e il PCI dall’Urss, e diversi ex gerarchi e personalità del regime fascista si sono riciclate tra i democristiani e i comunisti, divenendo spesso tra i più intransigenti antifascisti(2), ed inoltre sin da subito l’Italia è diventata terra di scontro tra USA e URSS con la famigerata “strategia della tensione”(3) con cui gruppi neofascisti, così come antifascisti e/o di estrema sinistra, sono stati abilmente usati per portare caos e terrore e per evitare qualunque tentativo di “indipendenza italiana”, si pensi ai “misteri” degli omicidi di Enrico Mattei(4) e di Aldo Moro(5), colui che voleva rendere l’Italia una potenza regionale indipendente dal dominio statunitense e da quello sovietico.
A tal proposito, non bisogna nemmeno dimenticare il ruolo di certe fazioni “deviate” del Vaticano e della massoneria (P2 ecc) e di altri poteri forti e dei servizi segreti e parasegreti(Gladio ecc), o della mafia nel garantire lo status quo del dopoguerra, questione che si può ben capire dal fatto che i mafiosi tornarono a dettare legge in Sicilia e nell’intera Italia dallo sbarco del 43 ( con gli aiuti della CIA ), e grazie a stragi ,terrorismo e favoritismo dei gruppi politici più contigui ai loro interessi (di destra o sinistra poco importa ) continuarono a insanguinare l’Italia, mentre personaggi come Pio La Torre ( noto per essere stato un grande nemico delle basi NATO ), Peppino Impastato, Salvatore Borsellino e Giovanni Falcone furono uccisi, e questi ultimi guarda caso avevano individuato il “terzo livello” della mafia(6), ovvero gli interessi di certe fazioni dello Stato dietro gli interessi mafiosi, e andando più in alto, gli interessi di vari poteri forti più quelli di certe fazioni “deviate” dell’establishment statunitense come è stato già ricordato.
Intanto, mentre si continuerà a tenere alto il “mito della liberazione”, l’Italia è libera solo in apparenza (e nessuno lo vuole negare né denigrare le conquiste avvenute dal 45), mentre nella sostanza una reale Liberazione sarebbe necessaria, una reale Liberazione con cui ci si possa finalmente voltare pagina, e lasciare ai libri di storia i fantasmi del tragico passato vissuto.

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